Raspberry Pi – disabilitare il powersaving per il WiFi

Se avete un single-board come il Raspberry Pi è possibile che vogliate inibire lo spegnimento dell’interfaccia di rete wireless dovuta alle politiche di power saving del dispositivo (normalmente un USB dongle). Per farlo dovrete prima di tutto andare a verificare che tipo di dispositivo avete agganciato e potete individuarlo subito tramite un lsusb (con l’opzione -v avrete maggiori dettagli sulle interfacce connesse – maggiori informazioni).

Nel mio caso io ho un:

Bus 001 Device 008: ID 7392:7711 Edimax Technology Co., Ltd EW-7711UTn nLite Wireless Adapter [Ralink RT2870]

che corrisponde a un Edimax EW-7711UAN. Individuato con sicurezza il device connesso bisogna andare a capire a quale modulo del kernel esso corrisponda. Il metodo più semplice è andare ad individuare l’interfaccia associata con un ifconfig (nella maggior parte dei casi sarà un wlan0) e poi dare un:

ls -l /sys/class/net/<INTERFACCIA>/device/driver

Fatto ciò avrete individuato il driver associato al dispositivo. Nel mio caso è “bus/usb/drivers/rt2800usb”, quindi rt2800usb. Ora, per disabilitare lo sleep del dispositivo basterà creare un file rt2800usb.conf in /etc/modprobe.d/ che contenga le seguenti linee:

# prevent power down of wireless when idle
options rt2800usb rtw_power_mgnt=0 rtw_enusbss=0

Al prossimo riavvio (oppure rmmod/insmod) dovrebbe avere lo “sleepy mode” disabilitato e tenere così sempre attiva l’interfaccia.

Ripristinare un iPhone

Inizio subito col dire che io non sono assolutamente un sostenitore di iPhone e della piattaforma Apple in generale, ma per lavoro o per studio è bene tenersi sempre aggiornati e provare ogni tecnologia a disposizione, pur sapendo che essa allo stato attuale non è proprio la migliore in circolazione. Vi dico questo perché sono fermamente convinto che la miglior piattaforma software attualmente a disposizione sia Google Android, un sistema operativo mobile basato su Linux 2.6 e una virtual machine per l’interpretazione di codice pseudo Java chiamata Dalvik (leggi questo articolo per maggiori informazioni).

Spacchettare un iPhone

La mia esperienza personale mi ha messo di fronte ad un problema di non immediata soluzione per un utente come me che mai aveva usato effettivamente un Apple iPhone: ho dovuto ripristinare un iPhone OS per un 2G (riconoscibile dalla skin esterna posteriore argento/nero). La guida che vi propongo va bene comunque per qualsiasi iPhone e vi consente di riportare allo stato di fabbrica e contemporaneamente aggiornare il vostro terminale. Non avendo a disposizione un terminale perfettamente funzionante ho dovuto procedere per tentativi e sono partito dall’analisi dello stato del dispositivo, cosa che consiglio a chiunque prima di mettersi all’opera su una qualsiasi “diavoleria elettronica”. L’utente che lo aveva in gestione aveva tentato di fare una cosa che reputo degna di nota ma con risultati poco soddisfacenti: aveva voluto installare Android su iPhone tramite un bootloader chiamato OpeniBoot e iDroid (di questo ci occuperemo in seguito).

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Eludere il controllo dei materiali sulle stampanti laser HP

Se si utilizzano le stampanti laser HP, capita di imbattersi in un messaggio che impone il cambio dei materiali di consumo della stampante laser. Vi tocca andare in negozio e comprare toner per centinaia di euro e non riuscire a stampare anche se solo il giallo è finito, ma avete ancora molte copie disponibili negli altri colori o in nero.

Hp_laser_tonerCapita anche di dover sostituire solo perché il conteggio delle stampe del chip all’interno della macchina crede che il colore sia esaurito, mentre voi sapete di avere sempre stampato solo e soltanto in nero e che dentro quei toner ci siano fiumi di inchiostro di ogni colore. Cosa fare in questi casi? Prendere una bella stampante multifunzione e darle fuoco con il napalm o cercare di smontarla pezzo per pezzo e disintegrarla con un martello pneumatico potrebbe anche soddisfare la vostra sete di vendetta contro coloro che vi vendono una stampante per centinaia di euro sonanti e questa prende coscienza di se stessa e impone la propria volontà contro di voi; piccoli e insignificanti esseruncoli che vi ergete a fini conoscitori dell’utilizzo dei toner.

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Raddoppiare la portata di un’antenna Wi-Fi

Più di un anno fa ci occupammo di come migliorare la qualità di un segnale Wi-Fi con dei semplici trucchi che consentivano di aumentare la potenza di trasmissione e ricezione degli apparati wireless.

Ora vogliamo mostrarvi come modificare una normale antenna wireless, del tipo di quelle attaccate alle schede PCI del nostro PC, in un’antenna ad alto guadagno che ci consenta di coprire il doppio della distanza di collegamento. In pratica servirà del filo di rame, una cannuccia di largo diametro ed una vite; tutte cose che ci possono costare solo pochi centesimi di euro.

Antenne Wireless

Per tutti i dettagli relativi a questo hacking hardware vi rimando al video sotto. Buon divertimento!
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Intercettare i dati scritti sulla tastiera

I dati scritti sulle nostre tastiere, da una semplice frase ad un codice PIN bancario o una password, possono essere facilmente intercettati tramite una rudimentale antenna fatta da un cavo coassiale di un metro.


Compromising Electromagnetic Emanations of Keyboards Experiment 1/2 from Martin Vuagnoux on Vimeo.

Qualsiasi cosa venga digitata può quindi essere vista facilmente da qualcuno che sia posizionato nelle vicinanze del nostro PC. Che sia una tastiera PS/2 o USB non fa differenza. Il segnale che essa produce può essere intercettato, ricomposto e decodificato per riavere poi il testo digitato originariamente. Il video sopra spiega in maniera semplice ed efficace quello che i ricercatori Security and Cryptography Laboratory del Politecnico di Losanna sono riusciti a realizzare. Viviamo sempre più in un mondo di spioni. :(

Via Punto Informatico.

Asus EEE nettop

Dopo l’Eee PC Asus vuole invadere anche il mercato dei desktop introducendo un nuovo computer da tavolo che sia piccolo ed economico. Il nuovo Eee Top avrà le caratteristiche di un odierno portatile:

  • Processore — Intel Atom 230 @ 1.6GHz
  • Memoria — 1 GB DDR2 RAM
  • Disco Fisso — 160GB
  • Display — 15.6 pollici touchscreen
  • Rete:
    • LAN — Gigabit Ethernet ieee802.3
    • WLAN — 802.11b/g wireless
  • I/O:
    • 4 x USB 2.0
    • Audio:
      • 1 x mic in
      • 1 x line in
      • 1 x line out
  • Espansioni — Lettore memory card (SD/SDHC/Memory Stick/Memory Stick Pro)
  • Consumi — 65W AC adapter with 19VDC output
  • Peso — 4.3kg

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Migliorare la qualità del segnale WiFi

Se volete migliorare la qualità del vostro segnale WiFi non dovete per forza farvi carico di ingenti spese per raggiungere una maggiore guadagno del segnale.

Riduzione della presenza di ostacoli nel percorso wireless

Prima di tutto bisogna posizionare il proprio access point wireless in un punto centrale della casa e bisogna anche farea attenzione agli elementi strutturali dell’abitazione che possono essere schermanti; per esempio pilastri e travi. Anche gli oggetti di metallo e gli specchi risultano essere degradanti se posizionati fra due punti della rete Wi-Fi. Assicuratevi quindi che, in linea d’aria, ci siano meno oggetti possibile e che fra gli oggetti presenti non vi siano ostacoli in metallo. È utile allontanare la sorgente del segnale da pareti e pavimenti, che costituiscono comunque un ostacolo per la trasmissione.

Orientamento e posizione dei componenti

Cercate di orientare al meglio i componenti della rete wireless per far sì che essi siano il più possibile in vista al segnale wireless proveniente dall’access point o dal repeater wireless. Ad esempio potrebbe essere utile ruotare di 45° o 90° un componente, oppure collocare l’access point in basso se si vuole collegare anche un appartamento al piano inferiore della casa.

Orientamento delle antenne

Le antenne per la trasmissione dei segnali wireless (802.11-a/b/g) sono estremamente sensibili per quanto concerne il loro orientamento. Anche uno spostamento di lieve entità influisce sulle prestazioni del canale di trasmissione. Ciò avviene in maniera analoga a quello che succedeva con le antenne UHF per la ricezione del segnale televisivo o quelle FM per le trasmissioni radiofoniche. Provate dunque a orientare le antenne mentre le periferiche sono accese per monitorare la variazione nella qualità di ricezione del segnale trasmesso.

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