Installare Skype su Fedora dai repositories

Skype non si trova sui repositories ufficiali di Fedora. Per installarlo automaticamente basta seguire queste semplici operazioni. Prima di tutto inserire le chiavi GPG dei pacchetti:
gpg --keyserver pgp.mit.edu --recv-keys 0xD66B746E
gpg -a -o /etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-skype --export 0xD66B746E

Fedora Skype

Una volta importata la chiava GPG creiamo il file di configurazione del repository per yum /etc/yum.repos.d/skype.repo:

[skype]
name=Skype Repository
baseurl=http://download.skype.com/linux/repos/fedora/updates/i586/
#gpgkey=http://www.skype.com/products/skype/linux/rpm-public-key.asc
gpgkey=file:///etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-skype
enabled=1
gpgcheck=1

Per la prima installazione basterà dare i seguenti comandi:

yum check-update
yum install skype --nogpgcheck

Fonte: http://fedorasolved.org/multimedia-solutions/installing-skype

Configurare manualmente una connessione wireless

Vediamo come configurare manualmente la nostra distribuzione Linux affinché essa possa connettersi automaticamente ad una rete infrastrutturale o Ad-Hoc richiamando le configurazioni impostate nel file /etc/network/interfaces.

Il file /etc/network/interfaces

Le distribuzioni GNU/Linux (solitamente) memorizzano le impostazioni relative alle schede di rete in alcuni file di testo che vengono letti ad ogni avvio per l’utilizzo delle configurazioni in essi contenute. Questo file è /etc/network/interfaces, vediamo in breve di cosa si tratta.

In realtà non sarebbe necessario memorizzare le configurazioni delle schede di rete in questo file. Infatti, con le giuste opzioni e varie sintassi, tramite i comandi ifconfig [1] e route [2] possiamo configurare la nostra scheda di rete. Certo che doverlo fare ad ogni avvio del sistema diventa noioso, per questo memorizzare tutto all’interno di un file di testo e’ cosi’ utile.

In questo modo per attivare/disattivare la scheda di rete ethN (dove N e’ un numero, la prima scheda di rete e’ eth0, poi eth1 e così via) basterà dare il seguente comando:
# ifup eth0
# ifdown eth0

le varie configurazioni, parametri, ecc. verranno presi automaticamente dal file /etc/network/interfaces.

Network Interfaces on LINUX

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GoogleDNS contro OpenDNS

Solitamente quando si parlava di DNS alternativi il discorso ricadeva quasi sempre sul servizio OpenDNS che da qualche tempo allieta la navigazione di moltissimi utenti, in questi giorni però ha fatto capolino sul panorana DNS il colosso del web; stiamo parlando del servizio GoogleDNS che con i suoi due indirizzi 8.8.8.8 e 8.8.4.4 promette di fornire un servizio di prima qualità. La cosa bella è che questi indirizzi risultano essere facilmente memorizzabili. Sono quattro volte 8 e “otto diviso due”. Con questa tecnica non è difficile potersi appoggiare a DNS pubblici ovunque ci si trovi, anche qualora non si abbia un modo per risolvere gli indirizzi Internet e si voglia far funzionare una connessione. Succede più spesso di quanto si possa immaginare.

Richiesta per la risoluzione di un indirizzo DNS

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Noi siamo Linux

Siamo noi a fare Linux. La collaborazione e l’espansione virale producono un sistema unico e molteplice al tempo stesso. Ogni utente ha la massima libertà e può capire fino in fondo cosa accade nel suo computer personalizzandolo a piacimento e adattandolo all’architettura hardware che possiede. Questo è Linux ed è bellissimo.

Imprimere i sottotitoli con Mencoder

Se avete un filmato a cui volete aggiungere dei sottotitoli imprimendoli nel flusso video c’è un modo semplice e veloce per farlo: utilizzare mencoder. Mencoder è un codificatore/decodificatore sviluppato unitamente al famoso player Mplayer. Mencoder è un programma da linea di comando e non ha un’interfaccia grafica. Vi assicuro però che risulta essere superiore a molti tool con interfaccia grafica che potrete trovare in giro, anche per Windows e Mac.

Può sembrare ostico a prima vista, ma se ci si mette qualche minuto per capire come esso funzioni lo si può utilizzare agevolmente per codificare o decodificare flussi video. Se volete approfondire l’utilizzo di Mencoder potete dare un’occhiata alla guida di base e a quella avanzata.

Video Hardsub

Per effettuare quello che viene chiamato hardsub dei sottotitoli bisogna ricodificare il flusso video inserendo i sottotitoli in formato srt, ass o altro. Affinché ciò avvenga in maniera desiderata bisogna specificare quale carattere utilizzare: deve essere presente il file subfont.ttf in “~/.mplayer” che definisce i caratteri da usare per i sottotitoli, mentre la grandezza dei caratteri si controlla con “-subfont-text-scale x”. Io vi invito ad utilizzare un carattere bold della famiglia Dejavu. Lo rinominate e lo posizionate nella specifica cartella.

Fatto ciò non rimane altro che ricodificare con i sottotitoli dando il comando:

mencoder FILE_ORIGINALE.avi -ovc xvid -xvidencopts fixed_quant=4 -o FILE_CON_SUB.avi -oac copy -sub SOTTOTITOLI.srt -subfont-text-scale 3
  • fixed_quant=3 qualità del video (1 alta, 3 normale, 5 scarsa)
  • subfont-text-scale 4 grandezza del font da 1 a 5 (3 e 4 vanno benissimo)
  • subpos <0-100> posizione dei sottotitoli nello schermo in % rispetto altezza
  • subalign <0-2> 0 in alto, 1 al centro, 2 in basso
  • sub-bg-alpha <0-100> trasparenza dei sottotitoli, 0 massima trasparenza, 100 nessuna trasparenza. La trasparenza credo sia riferita alla banda nera su cui vengono aggiunti i sottotitoli e non ai font. Infatti non usando questa opzione non c’è nessuna banda nera (valore di default 0), mentre l’aggiunta del parametro con valore 100 (nessuna trasparenza) crea la banda nera.

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Come comprimere i pdf con pdftk e gs

Capita spesso di trovarsi a dover inviare dei file pdf di dimensioni a volte spropositate e di non avere a disposizione molta banda in upload o spazio FTP sufficiente a contenere tali file. Nella maggior parte dei casi si ha solo bisogno di leggere un pdf e non avere necessità di qualità elevatissime. In tali occasioni basta semplicemente munirsi degli strumenti giusti e con due righe di codice possiamo comprimere il nostro file in maniera notevolissima.

Logo PDF

Prima di tutto ci serve avere installato pdftk, un programma dalle moltissime funzioni che troverete nella maggior parte dei repository delle varie distribuzioni. Oltre a questo programma serve anche Ghostscript (che da linea di comando richiamate con gs); questo si trova quasi sempre già presente nel sistema.

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Ecco cosa accade quando arriva Google

Nel simpatico video che segue si ironizza sui diversi sistemi operativi alla maniera della Apple. Ogni sistema operativo viene impersonato da qualcuno che ne ricorda le caratteristiche. In questo scontro verbale c’è il giovanile Mac, l’ingessato Windows, il secchione Linux, il vecchio e sbronzo Unix e il “grosso” Google che si trascina l’amico MySpace.

Linux Mac Windows Google

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