Imprimere i sottotitoli con Mencoder

Se avete un filmato a cui volete aggiungere dei sottotitoli imprimendoli nel flusso video c’è un modo semplice e veloce per farlo: utilizzare mencoder. Mencoder è un codificatore/decodificatore sviluppato unitamente al famoso player Mplayer. Mencoder è un programma da linea di comando e non ha un’interfaccia grafica. Vi assicuro però che risulta essere superiore a molti tool con interfaccia grafica che potrete trovare in giro, anche per Windows e Mac.

Può sembrare ostico a prima vista, ma se ci si mette qualche minuto per capire come esso funzioni lo si può utilizzare agevolmente per codificare o decodificare flussi video. Se volete approfondire l’utilizzo di Mencoder potete dare un’occhiata alla guida di base e a quella avanzata.

Video Hardsub

Per effettuare quello che viene chiamato hardsub dei sottotitoli bisogna ricodificare il flusso video inserendo i sottotitoli in formato srt, ass o altro. Affinché ciò avvenga in maniera desiderata bisogna specificare quale carattere utilizzare: deve essere presente il file subfont.ttf in “~/.mplayer” che definisce i caratteri da usare per i sottotitoli, mentre la grandezza dei caratteri si controlla con “-subfont-text-scale x”. Io vi invito ad utilizzare un carattere bold della famiglia Dejavu. Lo rinominate e lo posizionate nella specifica cartella.

Fatto ciò non rimane altro che ricodificare con i sottotitoli dando il comando:

mencoder FILE_ORIGINALE.avi -ovc xvid -xvidencopts fixed_quant=4 -o FILE_CON_SUB.avi -oac copy -sub SOTTOTITOLI.srt -subfont-text-scale 3
  • fixed_quant=3 qualità del video (1 alta, 3 normale, 5 scarsa)
  • subfont-text-scale 4 grandezza del font da 1 a 5 (3 e 4 vanno benissimo)
  • subpos <0-100> posizione dei sottotitoli nello schermo in % rispetto altezza
  • subalign <0-2> 0 in alto, 1 al centro, 2 in basso
  • sub-bg-alpha <0-100> trasparenza dei sottotitoli, 0 massima trasparenza, 100 nessuna trasparenza. La trasparenza credo sia riferita alla banda nera su cui vengono aggiunti i sottotitoli e non ai font. Infatti non usando questa opzione non c’è nessuna banda nera (valore di default 0), mentre l’aggiunta del parametro con valore 100 (nessuna trasparenza) crea la banda nera.

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Come comprimere i pdf con pdftk e gs

Capita spesso di trovarsi a dover inviare dei file pdf di dimensioni a volte spropositate e di non avere a disposizione molta banda in upload o spazio FTP sufficiente a contenere tali file. Nella maggior parte dei casi si ha solo bisogno di leggere un pdf e non avere necessità di qualità elevatissime. In tali occasioni basta semplicemente munirsi degli strumenti giusti e con due righe di codice possiamo comprimere il nostro file in maniera notevolissima.

Logo PDF

Prima di tutto ci serve avere installato pdftk, un programma dalle moltissime funzioni che troverete nella maggior parte dei repository delle varie distribuzioni. Oltre a questo programma serve anche Ghostscript (che da linea di comando richiamate con gs); questo si trova quasi sempre già presente nel sistema.

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Ecco cosa accade quando arriva Google

Nel simpatico video che segue si ironizza sui diversi sistemi operativi alla maniera della Apple. Ogni sistema operativo viene impersonato da qualcuno che ne ricorda le caratteristiche. In questo scontro verbale c’è il giovanile Mac, l’ingessato Windows, il secchione Linux, il vecchio e sbronzo Unix e il “grosso” Google che si trascina l’amico MySpace.

Linux Mac Windows Google

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Il Wi-Fi 802.11s per le reti ibride

Attualmente mi sto occupando (insieme a @giancarloromeo) dello sviluppo di architetture di rete ibride e dello studio evolutivo di queste tramite la teoria delle reti complesse. Ho potuto vedere lo sviluppo di tali tecnologie di comunicazione partendo dall’architettura protocollare e dalla teoria inerente alla distribuzione dei nodi su una rete in continua evoluzione. In pratica nelle reti ibride (chiamate anche mesh networks) ogni nodo può agire da router e da receiver o si può promuovere un sottoinsieme di nodi alle funzionalità di routing. La comunicazione avviene per mezzo di tabelle di routing contenute in ogni nodo e aggiornate dinamicamente con tecniche reattive o proattive.

Mesh networks

Ci sono diversi esempi di algoritmi di routing ma i più utilizzati al momento risultano essere l’AODV e l’OLSR, rispettivamente proattivo e reattivo. Quello che attualmente viene considerato più supportato e sviluppato è OLSR, ma il task group all’IEEE ha scelto di adottare AODV, modificandolo, per lo sviluppo di 802.11s. Ovviamente questa specifica per il protocollo IEEE 802.11 è ancora a livello di bozza e non può essere considerata attuabile nell’immediato futuro, ma siamo certi che di qui a pochissimi anni moltissimi dispositivi mobili lo adotteranno come standard.

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Installare i driver NVIDIA su Fedora 12

Un utente del blog mi ha chiesto di spiegare come installare i driver proprietari NVIDIA su Fedora 12 Constantine. Non è un’operazione complessa e richiede solo poco tempo per portarla a termine.

Apriamo un terminale e diamo il seguente comando per abilitare i repository RPM Fusion per software di terze parti.

su -c 'rpm -Uvh http://download1.rpmfusion.org/free/fedora/rpmfusion-free-release-stable.noarch.rpm http://download1.rpmfusion.org/nonfree/fedora/rpmfusion-nonfree-release-stable.noarch.rpm'

Fatto ciò per installare il modulo del kernel (con aggiornamento automatico ad ogni rilascio del kernel) per i driver NVIDIA basta dare il seguente comando:

yum install -y akmod-nvidia

Dopo aver installato il driver si deve ricreare l’initrd per mantenere la compatibilità con nouveau, che viene automaticamente installato su Fedora:

su -
mv /boot/initramfs-$(uname -r).img /boot/initramfs-$(uname -r)-nouveau.img
dracut /boot/initramfs-$(uname -r).img $(uname -r)

Fedora Constantine logo

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Usabilità del Software Libero

Assistendo alla conferenza sul Software Libero di questa mattina all’Università di Catania, organizzata dal LUG di Catania e dal Freaknet Medialab, si è fatto ovviamente riferimento ai vari esempi di Software FLOSS che oggi si stanno lentamente affermando. Si è parlato di “massa critica” di utenti che utilizzino questi programmi per far passare di bocca in bocca il concetto che quel dato programma replica perfettamente, o quasi, programmi commerciali che tutti additano come i migliori possibili.

gimp_logo

A questo punto è stato fatto notare, citando il caso di GIMP, che l’alternativa commerciale risulta comunque molto più usabile. Ma da cosa dipende il concetto stesso di usabilità del software? Come migliorare quello che è stato fatto finora in campo Free Software? Prendendo in considerazione l’esempio GIMP vs. Photoshop alcuni hanno fatto notare che si potrebbero tranquillamente “copiare” le interfacce grafiche di programmi di utilizzo di massa.

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Eclipse non funziona subito su Fedora 12

Ecco come evitare il messaggio di errore /jre/lib/i386/client/libjvm.so: cannot enable executable stack as shared object requires: Permission denied quando si avvia Eclipse su Fedora core 12 Constantine.

Basta semplicemente dare da root questo comando:

setsebool -P allow_execstack 1

In pratica si abilita l’esecuzione configurando SELinux con setsebool.

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