Touchscreens’ future

Corning’s expanded vision for the future of glass technologies.

Il Wi-Fi 802.11s per le reti ibride

Attualmente mi sto occupando (insieme a @giancarloromeo) dello sviluppo di architetture di rete ibride e dello studio evolutivo di queste tramite la teoria delle reti complesse. Ho potuto vedere lo sviluppo di tali tecnologie di comunicazione partendo dall’architettura protocollare e dalla teoria inerente alla distribuzione dei nodi su una rete in continua evoluzione. In pratica nelle reti ibride (chiamate anche mesh networks) ogni nodo può agire da router e da receiver o si può promuovere un sottoinsieme di nodi alle funzionalità di routing. La comunicazione avviene per mezzo di tabelle di routing contenute in ogni nodo e aggiornate dinamicamente con tecniche reattive o proattive.

Mesh networks

Ci sono diversi esempi di algoritmi di routing ma i più utilizzati al momento risultano essere l’AODV e l’OLSR, rispettivamente proattivo e reattivo. Quello che attualmente viene considerato più supportato e sviluppato è OLSR, ma il task group all’IEEE ha scelto di adottare AODV, modificandolo, per lo sviluppo di 802.11s. Ovviamente questa specifica per il protocollo IEEE 802.11 è ancora a livello di bozza e non può essere considerata attuabile nell’immediato futuro, ma siamo certi che di qui a pochissimi anni moltissimi dispositivi mobili lo adotteranno come standard.

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Paradiso artificiale

Un video che definisco mozzafiato in cui il livello di design è elevatissimo. Davvero da vedere.

ARTIFICIAL PARADISE, Inc from Jp Frenay on Vimeo.

Artificial Paradise, Inc is an experimental film anticipating a future where a major corporation has developed an unique software, based on organic virtual reality, which holds all the lost memories of humankind. A user connects to this database of the forgotten…what is he searching for?

Il memristor: resistore della memoria

Il memristor è il quarto componente fondamentale per la teoria dell’elettrotecnica e dell’elettronica dopo il resistore, il condensatore e l’induttore. La sua caratteristica fu teorizzata già nel 1971 da parte del professore Leon Chua dell’università di Berkley in California. Oggi il nuovo componente è stato sviluppato nei laboratori della HP dal team di ricerca e sviluppo capitanato da Stan Williams. Leon Chua, afferma Williams, “guardò le equazioni dei circuiti fondamentali e notò che c’era un buco. Avrebbe dovuto esserci un dispositivo che ricordi quanta corrente sia passata attraverso un dispositivo”.

Oggi assistiamo a un nuovo traguardo della scienza elettrica ed elettronica. Fino ad oggi un comportamento simile a questo dispositivo era visibile nelle memorie FLASH o in complicati circuiti elettronici con l’utilizzo massiccio di transistori e condensatori. Con questa scoperta si apre una nuova era che vedrà l’uso massiccio di memorie elettroniche basate su memristor, che consentiranno di mantenere traccia della loro memoria anche dopo lo spegnimento del dispositivo elettronico (ad esempio il PC).

La tecnologia basata sui memristor potrebbe mandare anticipatamente in pensione quella chiamata “memoria a cambiamento di fase” per la realizzazioned di dispositivi di memorizzazione a stato solido (analoga al sistema di memorizzazione già usato da Cd e Dvd). Ibm, Intel e altri stanno investendo parecchie risorse in questa direzione: tuttavia, rispetto ai memristor, questo sistema è più lento e richiede più energia.

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