La banda larga anticrisi

Una delle più importanti misure anticrisi è di certo l’investimento massiccio dei governi sull’allargamento sostanziale della banda per la connessione ad Internet. La diffusione in Italia dell’accesso alla Rete con una connessione ultraveloce è agli ultimi posti tra i paesi Ocse. Secondo i dati di quest’organizzazione, nel nostro paese, solo il 19,2 % degli italiani sono connessi a qualcosa che si possa considerare una vera “banda larga”. Le connessioni in fibra ottica e cavo coassiale sono quasi un miraggio per la maggior parte degli italiani e quasi tutti nel 2009-2010 si connettono ancora tramite il vecchio doppino UTP; siamo così 20° su 30 paesi considerati dalla statistica Ocse.

OECD

Con la dizione banda larga ci si riferisce in generale alla trasmissione dati dove più dati sono inviati simultaneamente per aumentare la quantità d’informazione trasmissibile sullo stesso cavo. Nell’ambito della teoria dei segnali questo termine è usato per indicare i metodi che consentono a due o più segnali di condividere la stessa linea trasmissiva.

La rete italiana in doppino in rame è stata completata intorno agli anni ’60 del secolo passato e, dunque, nel migliore dei casi presenta un’obsolescenza di quarant’anni.

Wikipedia, l’Enciclopedia Libera

Ecco dunque che un investimento sulla banda larga riduce notevolmente i costi per singola famiglia dovuti all’acquisto di beni (si pensi ai biglietti aerei o alle aste online) e al reperimento delle informazioni di tutti i giorni. Leggere una o più notizie in pochi minuti riduce il tempo di ricerca che si dovrebbe affrontare senza l’utilizzo di Internet e ci fa risparmiare l’utilizzo di veicoli per spostarci da casa verso i luoghi in cui tali informazioni risiederebbero. Il ministro per la funzione pubblica Brunetta e il ministro dello sviluppo economico Scajola stanno lavorando affinché il Cipe stanzi al più presto gli 800 milioni di euro che dovrebbero essere destinati proprio al potenziamento della rete di telecomunicazione italiana per l’accesso ad Internet. Posizionare installazioni wireless come quelle necessarie alla tecnologia WiMAX (tecnologia per l’accesso Broadband wireless con standard IEEE 802.16) e interrare i cavi a fibre ottiche, secondo il ministro Scajola, consentirebbe di aprire 33 mila cantieri per un totale di 50 mila lavoratori nel settore.

Hiperlan

Questo progetto di ammodernamento strutturale per la nostra nazione viene reso pubblico il 12 marzo 2009 e presentato parzialmente alla stampa. Ci penserà poi la rete tramite il sito wikileaks a dare tutti i dettagli di quello che verrà poi ribattezzato come “piano Caio”, dal politico che ha dato disposizione per redigere il rapporto sullo stato della Rete e sugli interventi necessari per ristrutturarla.

«[…] Il sito dove le 105 pagine sono ormai di dominio «pubblico» è Wikileaks (che nonostante il nome condivide con Wikipedia solo il software MediaWiki), sito nato per strappare dalla segretezza delle decisioni dei governi in giro per il mondo documenti che influenzano le decisioni pubbliche. Almeno da oggi la discussione sarà aperta.»

Corriere della Sera

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=VAHAFi0TsbE]

In pratica il piano prevede tre possibili opzioni d’attuazione:

  1. scorporare dalla gestione Telecom la rete in rame e fibra e renderne la gestione pubblica con un costo di 10 miliardi di euro;
  2. creazione di un’azienda rete nazionale in fibra;
  3. 1,2 miliardi di euro (ora praticamente 800 milioni) per cercare di colmare parzialmente il digital divide con una banda minima per tutti di 2 MB/s.

Banda larga - un miraggio?Con la seconda opzione e magari la creazione di un consorzio partecipato dallo Stato ma anche da Telecom, sulla scia del modello olandese (Kpn), non ci dovrebbero essere conflitti tra la Telecom e lo Stato per il controllo della rete. La società privata (è bene ricordarlo) potrebbe arretrare pian piano sul rame per mantenere poi solo la fibra ottica.

C’è da dire però che ai tempi delle privatizzazioni non si sarebbe dovuto svendere una rete di telecomunicazioni nazionale, pagata da noi contribuenti, affinché poi la Telecom avesse una sorta di controllo indiretto su beni che sono comunque di proprietà pubblica e manipolasse il sistema commerciale basato sul libero mercato con una evidente posizione dominante; mantenendo addirittura un canone.


Internet Speed and costs around the World
Via [5]

Il che ci attende

Nei prossimi 5 anni, fino al 2015, si tenderà ad utilizzare strumenti come il visual networking, la riproduzione video in streaming ad alta definizione, la permanenza in Rete in modo continuativo e prolungato tramite dispositivi mobili, dallo scambio fra utenti di grandi file e dalla IPTV ad alta definizione.

Evoluzione dei consumi Internet

I dispositivi per l’accesso alla rete andranno a modificare lo scenario di pari passo. Già oggi si assiste all’introduzione sul mercato di veri e proprio computer mobili quali gli smartphone, i netbook e i prossimi smartbook; gli indici di questa tendenza sono i nuovi e Google Android. L’evoluzione dei dispositivi di accesso wireless integrati ormai in set top-box e TV HD, nonché nelle interfacce di rete 802.3 delle console di gioco di ultima generazione come Playstation e Xbox porta sempre di più, come prevedibile già da tempo, ad una integrazione pervasiva di ogni aspetto dello scambio di informazione. Internet sta divenendo l’unica fonte di canalizzazione dell’informazione. Ovviamente il tutto dipende dall’aumento costante della velocità d’accesso, la quale è conditio sine qua non per avere la disponibilità di tali servizi.

In questo scenario si può dunque ipotizzare l’avvento di reti overlay che si sovrappongano per lo scambio diretto tra dispositivi differenti in una data area. In questo senso l’infrastruttura di rete che consentirebbe il dialogo di tutti i dispositivi non può che essere il canale radio a microonde tramite tecnologia WiMAX.

Risorse:

[1] Telecom, tutti i dettagli del piano Caio
[2] Stop alla Banda Larga
[3] L’altro rapporto Caio
[4] WiMAX, un anno dopo
[5] Internet Speeds and Costs Around the World

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2 Responses to “La banda larga anticrisi”

  1. Banda larga: non basta portarla in tutta Italia « Idl3's Blog on agosto 5th, 2010 14:15

    […] i costi di una rete totalmente FTTH (fibra ottica) con quelli di un’autostrada. [↩] [4] La banda larga anticrisi ~ un interessante post di Skydiamond sul presente e sul futuro della tecnologia legata alla banda […]

  2. Banda larga: non basta portarla in tutta Italia | gNuis on dicembre 9th, 2013 12:36

    […] i costi di una rete totalmente FTTH (fibra ottica) con quelli di un'autostrada. [↩] [4] La banda larga anticrisi ~ un interessante post di Skydiamond sul presente e sul futuro della tecnologia legata alla banda […]