Usabilità del Software Libero

Assistendo alla conferenza sul Software Libero di questa mattina all’Università di Catania, organizzata dal LUG di Catania e dal Freaknet Medialab, si è fatto ovviamente riferimento ai vari esempi di Software che oggi si stanno lentamente affermando. Si è parlato di “massa critica” di utenti che utilizzino questi programmi per far passare di bocca in bocca il concetto che quel dato programma replica perfettamente, o quasi, programmi commerciali che tutti additano come i migliori possibili.

gimp_logo

A questo punto è stato fatto notare, citando il caso di , che l’alternativa commerciale risulta comunque molto più usabile. Ma da cosa dipende il concetto stesso di usabilità del software? Come migliorare quello che è stato fatto finora in campo Free Software? Prendendo in considerazione l’esempio vs. Photoshop alcuni hanno fatto notare che si potrebbero tranquillamente “copiare” le interfacce grafiche di programmi di utilizzo di massa.

Ci si chiede se anche solo prendere come riferimento la GUI di un programma commerciale corrisponda a violare una licenza. Sembrerebbe che ciò non  si verifichi, ma comunque non viene fatto. Sono seguiti diversi interventi mirati ad affermare la bontà di una posizione e di una scelta rispetto a quella avversa.

L’esempio classico a cui si fa riferimento è quello dell’utilizzatore abituato ad una data interfaccia che vuole effettuare uno switch verso Software Libero, ma che, dopo un certo tempo, torna all’alternativa commerciale. Questo è determinato dall’abitudine dell’utilizzatore a trovare un determinato strumento della GUI in una certa posizione.

Screenshot interfaccia di GIMP

Questo comportamento si può spiegare per mezzo del Principio di minima sorpresa per cui un utilizzatore si aspetta sempre un determinato comportamento da un dato oggetto e che, anche se si aumentano nel tempo le funzionalità dell’applicativo, per analogia con le funzioni base, riesce ad apprendere in maniera facile e trasparente le possibili evoluzioni del programma.

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7 Responses to “Usabilità del Software Libero”

  1. Okami on novembre 28th, 2009 22:06

    Ottimo articolo, complimenti!

    P.S.: Potresti dirmi dove posso trovare l’immagine presente nell’interfaccia di Gimp che hai mostrato?

  2. skydiamond on novembre 29th, 2009 00:10

    @Okami

    L’immagine era una semplice immagine in editing. Non era un’immagine promozionale per GIMP.

  3. giorgio on novembre 29th, 2009 10:40

    L’usabilità è un concetto molto personale e molto relativo. Proprio parlando di Gimp,mi sono servito come osservatorio di Yahoo Answers per un anno, e posso dire che in molti casi Gimp è stato definito “più facile” della sua controparte commerciale. Un esempio che avrei potuto fare è quello dei telefoni cellulari. Chi non ha mai usato un cellulare multifunzione avrà le stesse difficoltà quando dovrà apprenderne l’uso sia con quello di marca X che con quello di marca Y. Ma una volta abituato a X lo giudicherà più “usabile” di Y per il solo fatto che passare a Y comporta una nuova fase di apprendimento. Forse il fotografo che fa una cosa in due clic col programma commerciale e in mezz’ora con Gimp sta usando nel primo caso uno script, che potrebbe essere creato (o downloadato) anche nel secondo, ma lui ancora non lo sa.

  4. skydiamond on novembre 29th, 2009 13:13

    Il problema è che bisogna anche ragionare in termini di mercato per creare la “massa critica” altrimenti si permane in un limbo di ignoranza del programma.

  5. Alexdesi on novembre 29th, 2009 19:44

    Uso Gimp da anni e mi piace molto.

    Il passaggio da un programma all’altro non e’ un modo per capire qual’e’il piu’ usabile, sono i principi di usabilita’ che aiutano a capirlo.
    Ad esempio: ho installato Gimp a molti ragazzi ed alcuni di loro mi hanno detto “Ma perche’ quando seleziono la finestra dell’immagine, la Toolbox non passa anch’essa in primo piano?”

    In pratica quando si passa da un qualunque programma in eseguzione a Gimp bisogna riportare in primo piano tutte le finestre di lavoro usate, capita anche in molti programmi (ed e’ scomodo).

    Sulla assoluta qualita’ di Gimp non si discute, ma questi “particolari” rallentano il passaggio alle alternative libere dei software commerciali.

    La Apple ci insegna che rendere un sistema molto usabile (ed esteticamente bello) e’ sinonimo di successo.

    Alessandro

  6. skydiamond on novembre 29th, 2009 20:50

    Abbiamo discusso anche di come si faccia a dire che qualcosa è di qualità o meno alla conferenza. Posso dire che comunque il caso di Gimp è un chiaro esempio di come gli utenti e sviluppatori Linux si trincerino dietro all’idea che tutto sia facile e che gli altri debbano capirlo subito.

    L’utenza media vuole cose che già conosce e non ha tempo di imparare. Purtroppo è la realtà e il principio di minima sorpresa lo rende chiaro.

  7. Lazza on dicembre 31st, 2009 20:42

    @ Alexdesi, probabilmente perché usi Windows che non sa riconoscere le finestre utilità di Gtk come tali, altrimenti i pannelli verrebbero in primo piano da soli nel 99% dei casi.
    Comunque copiare l’interfaccia di un altro programma non è per forza una mossa sensata (anzi), ma a questo ci pensano pochi.

    Andrea Lazzarotto
    Amministratore di http://gimpitalia.it