Usplash dovrebbe essere soppiantato da Plymouth
A quanto pare la velocità del sistema e i tempi di avvio dei fututri OS saranno il terreno di battaglia della prossima guerra tra produttori. Microsoft ha più volte dichiarato di puntare proprio ai tempi di boot per il futuro e il magnate sudafricano fondatore di Ubuntu pare voler ascoltare gli echi provenienti da casa Red Hat.
Potrebbe configurarsi uno scenario in cui Ubuntu “prenda in prestito” il nuovo boot loader/manager Plymouth, che, al posto dell’attuale usplash, sfrutta il driver della scheda video al posto del server X, consentendo tempi d’avvio notevolmente superiori. Plymouth utilizza il Kernel-based Mode-Settings (KMS).
Kernel-based mode-setting, a new feature of Xorg still in heavy development, moves the mode-setting code from the user-space X driver into the Linux kernel.
Suspend and resume support is improved with kernel mode-setting as the kernel no longer relies upon external resources for restoring the graphics adapters. With the process now being in-kernel, it’s able to restore the mode automatically and more quickly. Likewise, virtual terminal switching is also improved as a result.
Si dibatterà su Plymouth già il prossimo dicembre all’Ubuntu Developer Summit di dicembre, in attesa che arrivi la nuova versione Jaunty Jackalope 9.04, che promette di apportare notevoli modifiche all’aspetto grafico e non solo della distribuzione umana. Il kernel 2.6.29 dovrebbe integrare poi ufficialmente le funzionalità relative ai KMS.
Plymouth su Fedora 10
Per adesso Plymouth è già preinstallato nella nuova e fiammante Fedora 10, la distro che a quanto pare dovrebbe avere addirittura più utenti di Ubuntu.
Penso che come distribuzione sia ben fatta e facile da utilizzare, ma senza il sistema APT non credo si possa pensare di andare molto lontano, ma questa rimane solo un’opinione personale, visto che senza Red Hat a quest’ora non staremmo neanche parlando di questo nuovo miglioramento. O no?
Via: TuxJournal.net
Risorse
- https://fedoraproject.org/wiki/Features/KernelModesetting
- A Preview of Kernel-Based Mode-Setting
- Phoronix sui KMS
- Getting KMS Ready For Linux 2.6.29 Kernel
- A Closer Look At Red Hat’s Plymouth
- Fedora Better Startup



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Ciao,
sono un felice utilizzatore e “proponitore” di diverse distro linux (rigorosamente in ordine alfabetico CentOS, Debian, Fedora, Slackware, Ububtu).
E sono stanco di questa storia dell’apt.
Scusate lo sfogo, non voglio scatenare guerre…
ma che vantaggio porta questa utility all’uso quotidiano di un utente home? O di un utente aziendale? O di un server?
Una segretaria che usa il PC per la sua attività deve forse eseguire l’upgrade ogni 5 minuti?
E così trarre vantaggio dal fatto che apt impiega 10/20/30 secondi in meno di yum?
Se anche apt fosse 5 minuti più veloce di yum (cosa che non si è mai verificata nella mia esperienza) che vantaggio ne trae l’utente?
In un’azienda non è un’attività che gli compete.
In un’azienda con tanti client in genere si predispone un server locale di aggiornamento, e quindi il delta tra i due sistemi quasi si annulla.
In un contesto domestico o “libero professionista” l’aggiornamento del sistema è una procedura che “va quando ha voglia”.
L’aggiornamento non impedisce l’utilizzo del PC.
Non ho mai visto utenti comuni stappare bottiglie di spumante alla notizia che una procedura “a margine” nel loro PC impiega 10 secondi in meno che nel PC del loro collega