GoogleDNS contro OpenDNS
Solitamente quando si parlava di DNS alternativi il discorso ricadeva quasi sempre sul servizio OpenDNS che da qualche tempo allieta la navigazione di moltissimi utenti, in questi giorni però ha fatto capolino sul panorana DNS il colosso del web; stiamo parlando del servizio GoogleDNS che con i suoi due indirizzi 8.8.8.8 e 8.8.4.4 promette di fornire un servizio di prima qualità. La cosa bella è che questi indirizzi risultano essere facilmente memorizzabili. Sono quattro volte 8 e “otto diviso due”. Con questa tecnica non è difficile potersi appoggiare a DNS pubblici ovunque ci si trovi, anche qualora non si abbia un modo per risolvere gli indirizzi Internet e si voglia far funzionare una connessione. Succede più spesso di quanto si possa immaginare.

Eludere il controllo dei materiali sulle stampanti laser HP
Se si utilizzano le stampanti laser HP, capita di imbattersi in un messaggio che impone il cambio dei materiali di consumo della stampante laser. Vi tocca andare in negozio e comprare toner per centinaia di euro e non riuscire a stampare anche se solo il giallo è finito, ma avete ancora molte copie disponibili negli altri colori o in nero.
Capita anche di dover sostituire solo perché il conteggio delle stampe del chip all’interno della macchina crede che il colore sia esaurito, mentre voi sapete di avere sempre stampato solo e soltanto in nero e che dentro quei toner ci siano fiumi di inchiostro di ogni colore. Cosa fare in questi casi? Prendere una bella stampante multifunzione e darle fuoco con il napalm o cercare di smontarla pezzo per pezzo e disintegrarla con un martello pneumatico potrebbe anche soddisfare la vostra sete di vendetta contro coloro che vi vendono una stampante per centinaia di euro sonanti e questa prende coscienza di se stessa e impone la propria volontà contro di voi; piccoli e insignificanti esseruncoli che vi ergete a fini conoscitori dell’utilizzo dei toner.
Noi siamo Linux
Siamo noi a fare Linux. La collaborazione e l’espansione virale producono un sistema unico e molteplice al tempo stesso. Ogni utente ha la massima libertà e può capire fino in fondo cosa accade nel suo computer personalizzandolo a piacimento e adattandolo all’architettura hardware che possiede. Questo è Linux ed è bellissimo.
Imprimere i sottotitoli con Mencoder
Se avete un filmato a cui volete aggiungere dei sottotitoli imprimendoli nel flusso video c’è un modo semplice e veloce per farlo: utilizzare mencoder. Mencoder è un codificatore/decodificatore sviluppato unitamente al famoso player Mplayer. Mencoder è un programma da linea di comando e non ha un’interfaccia grafica. Vi assicuro però che risulta essere superiore a molti tool con interfaccia grafica che potrete trovare in giro, anche per Windows e Mac.
Può sembrare ostico a prima vista, ma se ci si mette qualche minuto per capire come esso funzioni lo si può utilizzare agevolmente per codificare o decodificare flussi video. Se volete approfondire l’utilizzo di Mencoder potete dare un’occhiata alla guida di base e a quella avanzata.
Per effettuare quello che viene chiamato hardsub dei sottotitoli bisogna ricodificare il flusso video inserendo i sottotitoli in formato srt, ass o altro. Affinché ciò avvenga in maniera desiderata bisogna specificare quale carattere utilizzare: deve essere presente il file subfont.ttf in “~/.mplayer” che definisce i caratteri da usare per i sottotitoli, mentre la grandezza dei caratteri si controlla con “-subfont-text-scale x”. Io vi invito ad utilizzare un carattere bold della famiglia Dejavu. Lo rinominate e lo posizionate nella specifica cartella.
Fatto ciò non rimane altro che ricodificare con i sottotitoli dando il comando:
mencoder FILE_ORIGINALE.avi -ovc xvid -xvidencopts fixed_quant=4 -o FILE_CON_SUB.avi -oac copy -sub SOTTOTITOLI.srt -subfont-text-scale 3
- fixed_quant=3 qualità del video (1 alta, 3 normale, 5 scarsa)
- subfont-text-scale 4 grandezza del font da 1 a 5 (3 e 4 vanno benissimo)
- subpos <0-100> posizione dei sottotitoli nello schermo in % rispetto altezza
- subalign <0-2> 0 in alto, 1 al centro, 2 in basso
- sub-bg-alpha <0-100> trasparenza dei sottotitoli, 0 massima trasparenza, 100 nessuna trasparenza. La trasparenza credo sia riferita alla banda nera su cui vengono aggiunti i sottotitoli e non ai font. Infatti non usando questa opzione non c’è nessuna banda nera (valore di default 0), mentre l’aggiunta del parametro con valore 100 (nessuna trasparenza) crea la banda nera.
Raddoppiare la portata di un’antenna Wi-Fi
Più di un anno fa ci occupammo di come migliorare la qualità di un segnale Wi-Fi con dei semplici trucchi che consentivano di aumentare la potenza di trasmissione e ricezione degli apparati wireless.
Ora vogliamo mostrarvi come modificare una normale antenna wireless, del tipo di quelle attaccate alle schede PCI del nostro PC, in un’antenna ad alto guadagno che ci consenta di coprire il doppio della distanza di collegamento. In pratica servirà del filo di rame, una cannuccia di largo diametro ed una vite; tutte cose che ci possono costare solo pochi centesimi di euro.

Per tutti i dettagli relativi a questo hacking hardware vi rimando al video sotto. Buon divertimento!
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Come comprimere i pdf con pdftk e gs
Capita spesso di trovarsi a dover inviare dei file pdf di dimensioni a volte spropositate e di non avere a disposizione molta banda in upload o spazio FTP sufficiente a contenere tali file. Nella maggior parte dei casi si ha solo bisogno di leggere un pdf e non avere necessità di qualità elevatissime. In tali occasioni basta semplicemente munirsi degli strumenti giusti e con due righe di codice possiamo comprimere il nostro file in maniera notevolissima.

Prima di tutto ci serve avere installato pdftk, un programma dalle moltissime funzioni che troverete nella maggior parte dei repository delle varie distribuzioni. Oltre a questo programma serve anche Ghostscript (che da linea di comando richiamate con gs); questo si trova quasi sempre già presente nel sistema.
Ecco cosa accade quando arriva Google
Nel simpatico video che segue si ironizza sui diversi sistemi operativi alla maniera della Apple. Ogni sistema operativo viene impersonato da qualcuno che ne ricorda le caratteristiche. In questo scontro verbale c’è il giovanile Mac, l’ingessato Windows, il secchione Linux, il vecchio e sbronzo Unix e il “grosso” Google che si trascina l’amico MySpace.






