Google: La bestia affamata?

come Darth Vader? come un miliardo di ricerche ogni giorno che spiano cosa facciamo, dove lo facciamo e cosa stiamo desiderando in quel preciso momento? Forse adesso è siamo ancora in tempo e potremmo anche fermarci a riflettere. Forse potremmo contenere qualcosa che nelle mani sbagliate potrebbe anche distruggere la nostra società del o plasmarla al suo volere. Forse…

THE BEAST FILE: GOOGLE from Hungry Beast on Vimeo.

Via MaestroAlberto

Installare Skype su Fedora dai repositories

Skype non si trova sui repositories ufficiali di . Per installarlo automaticamente basta seguire queste semplici operazioni. Prima di tutto inserire le chiavi GPG dei pacchetti:
gpg --keyserver pgp.mit.edu --recv-keys 0xD66B746E
gpg -a -o /etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-skype --export 0xD66B746E

tux skype Installare Skype su Fedora dai repositories

Una volta importata la chiava GPG creiamo il file di configurazione del repository per /etc/yum.repos.d/skype.repo:

[skype]
name=Skype Repository
baseurl=http://download.skype.com/linux/repos/fedora/updates/i586/
#gpgkey=http://www.skype.com/products/skype/linux/rpm-public-key.asc
gpgkey=file:///etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-skype
enabled=1
gpgcheck=1

Per la prima installazione basterà dare i seguenti comandi:

yum check-update
yum install skype --nogpgcheck

Fonte: http://fedorasolved.org/multimedia-solutions/installing-skype

Ricerca visuale per Android: Google Goggles

sforna un’altra delle sue diavolerie e ora si concentra sulla piattaforma mobile e netbook : nasce Goggles, ricerca visuale che richiede solo una semplice foto di quello che volete cercare. Il software riconosce la vostra posizione e il luogo ripreso con la videocamera, riesce a salvare biglietti da visita semplicemente scattando una foto (non dovete ricopiare) e promette molto altro ancora. Semplicemente mai più senza!

Configurare manualmente una connessione wireless

Vediamo come configurare manualmente la nostra distribuzione Linux affinché essa possa connettersi automaticamente ad una rete infrastrutturale o Ad-Hoc richiamando le configurazioni impostate nel file /etc/network/interfaces.

Il file /etc/network/interfaces

Le distribuzioni /Linux (solitamente) memorizzano le impostazioni relative alle schede di rete in alcuni file di testo che vengono letti ad ogni avvio per l’utilizzo delle configurazioni in essi contenute. Questo file è /etc/network/interfaces, vediamo in breve di cosa si tratta.

In realtà non sarebbe necessario memorizzare le configurazioni delle schede di rete in questo file. Infatti, con le giuste opzioni e varie sintassi, tramite i comandi ifconfig [1] e route [2] possiamo configurare la nostra scheda di rete. Certo che doverlo fare ad ogni avvio del sistema diventa noioso, per questo memorizzare tutto all’interno di un file di testo e’ cosi’ utile.

In questo modo per attivare/disattivare la scheda di rete ethN (dove N e’ un numero, la prima scheda di rete e’ eth0, poi eth1 e così via) basterà dare il seguente comando:
# ifup eth0
# ifdown eth0

le varie configurazioni, parametri, ecc. verranno presi automaticamente dal file /etc/network/interfaces.

Network Interfaces 291x300 Configurare manualmente una connessione wireless

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GoogleDNS contro OpenDNS

Solitamente quando si parlava di DNS alternativi il discorso ricadeva quasi sempre sul servizio OpenDNS che da qualche tempo allieta la navigazione di moltissimi utenti, in questi giorni però ha fatto capolino sul panorana il colosso del web; stiamo parlando del servizio GoogleDNS che con i suoi due indirizzi 8.8.8.8 e 8.8.4.4 promette di fornire un servizio di prima qualità. La cosa bella è che questi indirizzi risultano essere facilmente memorizzabili. Sono quattro volte 8 e “otto diviso due”. Con questa tecnica non è difficile potersi appoggiare a DNS pubblici ovunque ci si trovi, anche qualora non si abbia un modo per risolvere gli indirizzi Internet e si voglia far funzionare una connessione. Succede più spesso di quanto si possa immaginare.

DNS request GoogleDNS contro OpenDNS

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Eludere il controllo dei materiali sulle stampanti laser HP

Se si utilizzano le laser HP, capita di imbattersi in un messaggio che impone il cambio dei materiali di della stampante laser. Vi tocca andare in negozio e comprare toner per centinaia di euro e non riuscire a stampare anche se solo il giallo è finito, ma avete ancora molte copie disponibili negli altri colori o in nero.

Hp laser toner 150x150 Eludere il controllo dei materiali sulle stampanti laser HPCapita anche di dover sostituire solo perché il conteggio delle stampe del chip all’interno della macchina crede che il colore sia esaurito, mentre voi sapete di avere sempre stampato solo e soltanto in nero e che dentro quei toner ci siano fiumi di inchiostro di ogni colore. Cosa fare in questi casi? Prendere una bella stampante multifunzione e darle fuoco con il napalm o cercare di smontarla pezzo per pezzo e disintegrarla con un martello pneumatico potrebbe anche soddisfare la vostra sete di vendetta contro coloro che vi vendono una stampante per centinaia di euro sonanti e questa prende coscienza di se stessa e impone la propria volontà contro di voi; piccoli e insignificanti esseruncoli che vi ergete a fini conoscitori dell’utilizzo dei toner.

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Noi siamo Linux

Siamo noi a fare Linux. La collaborazione e l’espansione virale producono un sistema unico e molteplice al tempo stesso. Ogni utente ha la massima libertà e può capire fino in fondo cosa accade nel suo personalizzandolo a piacimento e adattandolo all’architettura hardware che possiede. Questo è Linux ed è bellissimo.

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