Usabilità del Software Libero

Assistendo alla conferenza sul Software Libero di questa mattina all’Università di Catania, organizzata dal LUG di Catania e dal Freaknet Medialab, si è fatto ovviamente riferimento ai vari esempi di Software che oggi si stanno lentamente affermando. Si è parlato di “massa critica” di utenti che utilizzino questi programmi per far passare di bocca in bocca il concetto che quel dato programma replica perfettamente, o quasi, programmi commerciali che tutti additano come i migliori possibili.

gimp logo Usabilità del Software Libero

A questo punto è stato fatto notare, citando il caso di , che l’alternativa commerciale risulta comunque molto più usabile. Ma da cosa dipende il concetto stesso di usabilità del software? Come migliorare quello che è stato fatto finora in campo Free Software? Prendendo in considerazione l’esempio vs. Photoshop alcuni hanno fatto notare che si potrebbero tranquillamente “copiare” le interfacce grafiche di programmi di utilizzo di massa.

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Installare GIMP 2.6 su Debian e Ubuntu

Ecco una semplice guida su come installare la nuova versione di GIMP (2.6.2)sulle vostre distro APT.

Per Ubuntu la soluzione è facile e indolore: basta andare su getdeb.net, scaricare i pacchetti .deb che ci interessano in una cartella e dare un semplice:

$ sudo dpkg -i *.deb

gimp 26 208x300 Installare GIMP 2.6 su Debian e Ubuntu

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69 Script-Fu per GIMP

Siete alla ricerca dei filtri e dei plugin che rendano GIMP più completo e performante? Allora siete capitati nel posto giusto.
Come già spiegato sul wiki è un’applicazione non commerciale ma di tutto rispetto e permette di agire sulle immagini in mille e più modi, anche se ancora non al pari di Photoshop.

Volete una dimostrazione pratica? Vi accontento subito.

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Grub e le splashimages

In questi ultimi tempi ho cercato di dare una maggiore personalizzazione alle macchine che ho avuto per le mani. Ad un certo punto mi sono ritrovato a dover modificare l’aspetto grafico di GRUB (GRand Unified Bootloader).
grub5qh.th Grub e le splashimagesIl bello di questo boot loader è la sua potenza e la sua versatilità. Se ci sono problemi in fase di boot si possono modificare le voci del menu iniziale o inserire comandi per far partire un altro kernel non presente nel menu. A questo proposito basta digitare al boot “e” per l’editing del menu e delle entries, mentre se si vuole montare una partizione o eseguire un comando (ci sarà molto utile) basta premere il tasto “c“.

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