Usabilità del Software Libero
Assistendo alla conferenza sul Software Libero di questa mattina all’Università di Catania, organizzata dal LUG di Catania e dal Freaknet Medialab, si è fatto ovviamente riferimento ai vari esempi di Software FLOSS che oggi si stanno lentamente affermando. Si è parlato di “massa critica” di utenti che utilizzino questi programmi per far passare di bocca in bocca il concetto che quel dato programma replica perfettamente, o quasi, programmi commerciali che tutti additano come i migliori possibili.

A questo punto è stato fatto notare, citando il caso di GIMP, che l’alternativa commerciale risulta comunque molto più usabile. Ma da cosa dipende il concetto stesso di usabilità del software? Come migliorare quello che è stato fatto finora in campo Free Software? Prendendo in considerazione l’esempio GIMP vs. Photoshop alcuni hanno fatto notare che si potrebbero tranquillamente “copiare” le interfacce grafiche di programmi di utilizzo di massa.
Valuta i fatti
Uniamoci tutti alla campagna «valuta i fatti».
Linux nella Pubblica Amministrazione
Molti comuni italiani soffrono di un deficit costante che tende ad aumentare di anno in anno. Si spendono milioni e milioni di euro per effettuare opere pubbliche di utilità collettiva, almeno così si spera, e in questo senso un capitolo di spesa in continua crescita è di certo quello relativo ai servizi informatici ormai presenti in qualsiasi ufficio comunale d’Italia.
Ecco allora che in questo scenario si incentra l’importanza della scelta. Nel settore pubblico, più che in quello privato bisognerebbe fare molta attenzione a ciò che si spende e a come il denaro venga speso anche in previsione di futuri sviluppi, ciò soprattutto nell’ambito delle nuove tecnologie quali per l’appunto quelle informatiche. Avete mai pensato che si potrebbero risparmiare miliardi di euro solamente adottando software libero?
La licenza d’uso del software libero permette di:
- eseguire il programma per qualsiasi scopo;
- accedere alla struttura interna del programma (codice sorgente), studiarla ed eventualmente modificarla;
- ridistribuirlo in un numero di copie illimitato.
Fonte: Wikipedia, l’enciclopedia libera.
Il termine FLOSS
Il termine Free/Libre/Open Source Software (FLOSS) è un termine ibrido di software libero e software open source, che sono aspetti diversi della stessa sostanza. “FLOSS” fu creato da un progetto di Rishab Ghosh, e divenne popolare dopo che la Commissione europea nel giugno 2001 condusse uno studio sulla materia.
Lo scopo era non estraniare né la filosofia del free software né quella dell’open source. Si sperava che il termine semplificasse i rapporti tra i due movimenti e ne stimolasse la cooperazione. Infatti, Richard Stallman, fondatore del movimento Free Software ha pubblicamente raccomandato l’uso di questo termine per coloro che, specialmente nella comunità dei ricercatori, voglia mantenersi neutrale.
Nelson Mandela spiega il significato di “Ubuntu”
Interessante intervista a Nelson Mandela a proposito di Ubuntu. Lo stesso Mandela viene identificato con la parola africana. :O






