Ripristinare un iPhone

Inizio subito col dire che io non sono assolutamente un sostenitore di iPhone e della piattaforma Apple in generale, ma per lavoro o per studio è bene tenersi sempre aggiornati e provare ogni tecnologia a disposizione, pur sapendo che essa allo stato attuale non è proprio la migliore in circolazione. Vi dico questo perché sono fermamente convinto che la miglior piattaforma software attualmente a disposizione sia Google Android, un sistema operativo mobile basato su Linux 2.6 e una virtual machine per l’interpretazione di codice pseudo Java chiamata Dalvik (leggi questo articolo per maggiori informazioni).

Spacchettare un iPhone

La mia esperienza personale mi ha messo di fronte ad un problema di non immediata soluzione per un utente come me che mai aveva usato effettivamente un Apple iPhone: ho dovuto ripristinare un iPhone OS per un 2G (riconoscibile dalla skin esterna posteriore argento/nero). La guida che vi propongo va bene comunque per qualsiasi iPhone e vi consente di riportare allo stato di fabbrica e contemporaneamente aggiornare il vostro terminale. Non avendo a disposizione un terminale perfettamente funzionante ho dovuto procedere per tentativi e sono partito dall’analisi dello stato del dispositivo, cosa che consiglio a chiunque prima di mettersi all’opera su una qualsiasi “diavoleria elettronica”. L’utente che lo aveva in gestione aveva tentato di fare una cosa che reputo degna di nota ma con risultati poco soddisfacenti: aveva voluto installare Android su iPhone tramite un bootloader chiamato OpeniBoot e iDroid (di questo ci occuperemo in seguito).

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La banda larga anticrisi

Una delle più importanti misure anticrisi è di certo l’investimento massiccio dei governi sull’allargamento sostanziale della banda per la connessione ad Internet. La diffusione in Italia dell’accesso alla Rete con una connessione ultraveloce è agli ultimi posti tra i paesi Ocse. Secondo i dati di quest’organizzazione, nel nostro paese, solo il 19,2 % degli italiani sono connessi a qualcosa che si possa considerare una vera “banda larga”. Le connessioni in fibra ottica e cavo coassiale sono quasi un miraggio per la maggior parte degli italiani e quasi tutti nel 2009-2010 si connettono ancora tramite il vecchio doppino UTP; siamo così 20° su 30 paesi considerati dalla statistica Ocse.

OECD

Con la dizione banda larga ci si riferisce in generale alla trasmissione dati dove più dati sono inviati simultaneamente per aumentare la quantità d’informazione trasmissibile sullo stesso cavo. Nell’ambito della teoria dei segnali questo termine è usato per indicare i metodi che consentono a due o più segnali di condividere la stessa linea trasmissiva.

La rete italiana in doppino in rame è stata completata intorno agli anni ’60 del secolo passato e, dunque, nel migliore dei casi presenta un’obsolescenza di quarant’anni.

Wikipedia, l’Enciclopedia Libera

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Internet Trends 2008

Morgan Stanley ha pubblicato recentemente una ricerca sulle tendenze di mercato nel settore degli investimenti online analizzando il mercato Internet. Le più importanti tendenze di mercato riferibili al 2007 sono riconducibili a 9 ambiti:

  • Usage Patterns: sono diminuite le differenze tra il traffico consumer e quello business. Come noto i professionisti hanno da sempre condizioni migliori di connessione e finora hanno sempre rappresentato la maggior parte del traffico internet. L’introduzione delle connessioni DSL e l’abbassamento dei prezzi dei contratti di abbonamento flat hanno contribuito all’aumento della quota di traffico consumer. Questo dato di crescita fa prevedere agli analisti della Morgan Stanley il sorpasso della quota di scambio dati su internet a favore dei consumer già nel 2009. Anche dal punto di vista dello sviluppo del software non professionale si è assistito ad un’inversione di tendenza che ha portato in breve tempo ad un aumento della sicurezza, robustezza e velocità del software stesso (oltre alla semplificazione dovuta proprio alle caratteristiche del settore consumer).
  • Social Networking: in due anni si è osservato come i social network si siano affermati con forza rispetto agli altri servizi internet. Nella lista dei siti più visitati (secondo Alexa) entrano YouTube, Facebook e Orkut, rispettivamente al secondo, al sesto posto e decimo posto, mentre Myspace risale dal settimo al quinto posto. I due competitori principali di questa partita internazionale sono, come prevedibile, Google e Microsoft. Se la prima ha acquisito YouTube e Orkut, la seconda si è aggiudicata Facebook e punta verso Yahoo!, in declino costante proprio per gli attacchi sferrati dal più famoso motore di ricerca. Nello studio effettuato si è cercato di capire come mai facebook sia salita così velocemente rispetto a Myspace, di proprietà del magnate dell’informazione Rupert Murdoch. Secondo il report la crescita di Facebook si spiega grazie alla pubblicità meno invadente, ad una migliore organizzazione dei profili utenti e dei loro contatti, alla possibilità di personalizzare la piattaforma pubblicitaria e all’accessibilità attraverso i dispositivi mobili. Inoltre è risultato che i social network sono preferiti dai giovani tra i 16 e i 24 anni, mentre chi ha più di 44 anni continua ad usare prevalentemente l’e-mail per mantenere i propri contatti.
  • Bisogna anche specificare che la crescita esponenziale dei social network ingenera un circuito vizioso che porta in breve tempo alla diffusione dei propri dati personali su tutta la rete, causa del crescente sospetto da parte degli utenti dell’essere spiati (si veda l’articolo de La Stampa sull’argomento).

  • Widget-ization + Component-ization: con l’aggiunta di qualche riga di codice Javascript si può personalizzare il proprio sito, blog, servizio internet o homepage (vedi iGoogle o Netvibes) in pochi istanti aggiungendo una miriade di funzionalità.
  • Recessione: molti fattori (dalla crisi dei subprime negli Stati Uniti all’aumento del costo degli alimentari) hanno portato alla recessione (le stime di crescita del PIL per il 2008 sono scese all’1.1%). Gli analisti si attendono che la recessione metterà a dura prova Continua a leggere

iPhone, Nokia N95, Nokia N800

Nel video dopo il jump vengono confrontati tre telefoni con caratteristiche davvero affascinanti. Il video seguente è un video Viddler e vi consente di inserire commenti che verranno visualizzati durante la riproduzione (l’interfaccia è superiore a quella di Youtube). Continua a leggere

L’iPhone si candida come nuovo iPod

Ebbene sì signori, il nuovo nato in casa Apple farà balzare sulla sedia molti costruttori di telefoni mobili. Vi starete chiedendo perché e questo è pienamente normale. Ma voi avete mai pensato al boom degli iPod o al fatto che quando si parla di lettori MP3 automaticamente si associa al lettore sfornato proprio dall’azienda di Cupertino?
Io vi invito soltanto a prendere visione del video commerciale sotto per comprendere il motivo delle mie affermazioni. Continua a leggere