Correggere il colore blu dei video su VLC e simili

Se siete tra quei pochi che appena aprono un video tutto prende uno strano colore blu, niente paura. Adesso la soluzione a tutti i vostri mali e la cancellazione dell’effetto puffo è a portata di mano. Basta semplicemente andare sulle preferenze del pannello di controllo del vostro driver catalyst della scheda video (NVIDIA o ATI per esempio) e cercare tra i parametri video la parola hue (colore) dovrebbe esserci una barra che vi permetterà di sistemare la colorazione nei video. Qui trovate anche il thread sul forum di VLC che entra nel dettaglio.

Hue Video Correction Blu 300x117 Correggere il colore blu dei video su VLC e simili

Video Flash su Ubuntu 10.04 x86_64 con nspluginwrapper

Sto provando la nuova Ubuntu Lucid Lynx 10.04, versione LTS, a 64 bit. Devo dire che per la mia configurazione non è niente male. Risulta essere alquanto stabile e veloce e si trovano tutti i programmi che servono, essendo basata sui pacchetti deb ed essendo per l’appunto Ubuntu. Nell’ultimo periodo per il mio quadcore avevo utilizzato Fedora 11 e volevo fare il salto direttamente a Fedora 13 Goddard, ma ho dovuto tornare sui miei passi visto che questa versione non risultava affatto stabile sulla mia configurazione attuale.

Ubuntu Lucid Flash 64bit 300x124 Video Flash su Ubuntu 10.04 x86 64 con nspluginwrapper

Tutto su Ubuntu sembrava andare bene, tranne che per quanto riguardava Adobe Flash player 10, distribuito da Ubuntu in versione 32 bit con nspluginwrapper. Questo player non sembrava andare d’accordo con Firefox e così ho deciso bene di capirci qualcosa. Sul forum di Ubuntu ho trovato qualcuno che lamentava dei problemi simili ai miei, cioé i controlli dei video (play, pause, ecc.) e dei componenti Flash sembravano non andare neanche morti.

La soluzione consisterebbe nell’introduzione della seguente stringa nella penultima riga del file /usr/lib/nspluginwrapper/i386/linux/npviewer:

export GDK_NATIVE_WINDOWS=1

Tutto così sembra riuscire a funzionare anche su Firefox. Provate e fatemi sapere se questo piccolo trick sortisce gli effetti sperati. Finora a me funziona. ;)

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Firefox 3.5 per le Ubuntu più vecchie

Sul portatile ho ancora Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex, mentre sul Netbook ho installato la nuova 9.10 Karmic Koala in alpha. Chi non avesse la versione attuale e volesse comunque passare a Firefox 3.5 può farlo e gli basta aggiungere una riga sul suo sources.lst, chi non avesse dimestichezza con la shell potrebbe semplicemente andare su Sistema -> Amministrazione -> Sorgenti Software e selezionare la scheda Software di terze parti.

Firefox 3.5

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APT o non APT

Scrivo questo post prendendo spunto dalla discussione spontanea nata come una sorta di guerra di religione apparsa qui. Molti ce l’hanno per così dire a morte con le distro Debian basate su dpkg e APT e io sono convinto che tutto ciò nasca dal fatto che ormai la maggioranza di utenti Linux e conseguentemente di blogger declina in maniera più o meno costante il mantra di apt-get. Vediamo di capire che cosa sia questo APT e come sia nato.

In principio esistevano i .tar.gz. Gli utenti dovevano compilare ogni programma che volevano usare sui loro sistemi GNU/Linux. Quando fu creata Debian, fu ritenuto necessario che il sistema incorporasse un metodo di gestione dei pacchetti installati sulla macchina. A questo sistema fu dato il nome dpkg. Fu così che nacque il famoso “pacchetto” nel mondo GNU/Linux, poco prima che Red Hat decidesse di creare il proprio “rpm”.

Rapidamente un nuovo dilemma si fece strada nelle menti degli sviluppatori di GNU/Linux. A loro serviva un modo rapido, pratico ed efficiente per installare i programmi, che gestisse automaticamente le dipendenze e che avesse cura di mantenere i file di configurazione esistenti mentre si effettuavano i vari aggiornamenti. Ancora una volta Debian ha aperto la strada dando vita a APT (Advanced Packaging Tool), che poi è stato adattato da Conectiva per usarlo insieme a rpm e in seguito è stato adottato anche da altre distribuzioni.

APT-HOWTO ch 1,it

Ubuntu: esistenza collaborativa

Ubuntu è collaborazione. Io sono ciò che sono perché tu sei ciò che sei. Un sistema che esiste nello spirito della collaborazione e dell’intesa fra esseri umani di tutte le parti del mondo. Il vero significato di Ubuntu sta tutto dentro questo video girato interamente in Africa, da cui proviene il concetto e la parola Ubuntu.

ubuntu mockup Ubuntu: esistenza collaborativa

Solo dopo aver visto questo video ho compreso cosa significhi realmente Ubuntu e come quest’idea possa concretizzarsi e cambiare radicalmente il modo di vivere nella società dell’informazione nel prossimo futuro o già nel presente.

Se vedi qualcuno più bravo di te chiedigli di unirsi al tuo progetto e rendi quest’ultimo migliore

Utilizzare Twitter da Gnome

Ormai utilizzo assiduamente Twitter e devo dire che questo social network costituisce un sistema di comunicazione e di contatto che rende quasi obsoleto il resto. Twitter si definisce come una “social messaging utility” e rende possibile scrivere piccoli messaggi di testo un pò più piccoli di un SMS (140 caratteri). In questo periodo Twitter è rapidissima ascesa (+422% in un anno) e si pensa che questo possa essere la prossima “moda” dopo Facebook, ormai una rete sociale di catene di S. Antonio, che ha cercato di acquistare proprio il social network del microblogging per 500 milioni di dollari in azioni, le quali però valevano 150 milioni.

strano gnome 239x300 Utilizzare Twitter da Gnome

Twitter, per fortuna, rimane indipendente, ma potete utilizzare l’applicazione Facebook omonima che vi consente di impostare in automatico il vostro stato tramite i Tweets. Twitter non ha un sistema di pubblicità integrato (niente revenue model integrato) e si basa sugli investitori per sostenersi. Ma si pensa che continuerà a crescere ancora molto, visto che già se ne parla in tutto il mondo come il nuovo fenomeno dopo Youtube e Facebook; in questo non è da meno neanche il nostro amato stivale.

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Usplash dovrebbe essere soppiantato da Plymouth

A quanto pare la velocità del sistema e i tempi di avvio dei fututri OS saranno il terreno di battaglia della prossima guerra tra produttori. Microsoft ha più volte dichiarato di puntare proprio ai tempi di boot per il futuro e il magnate sudafricano fondatore di Ubuntu pare voler ascoltare gli echi provenienti da casa Red Hat.

fedora10 plymouth 300x224 Usplash dovrebbe essere soppiantato da Plymouth

Potrebbe configurarsi uno scenario in cui Ubuntu “prenda in prestito” il nuovo boot loader/manager Plymouth, che, al posto dell’attuale usplash, sfrutta il driver della scheda video al posto del server X, consentendo tempi d’avvio notevolmente superiori. Plymouth utilizza il Kernel-based Mode-Settings (KMS).

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