Google Android in continua evoluzione

Google annuncia l’uscita del nuovo Standard Development Kit di Android arrivato ora alla versione 1.6. Android è una piattaforma software per cellulari ultima generazione e ha come kernel Linux 2.6. Le applicazioni scritte con l’immagine SDK sono a tutti gli effetti programmate in Java, anche se sono messe a disposizione dello sviluppatore un insieme di librerie C/C++ per la gestione del sistema, dei media e del database SQLite. Le applicazioni Android girano su una Virtual Machine come ogni altro programma Java, anche se questa VM non è quella standard sviluppata da Sun ma è una versione personalizzata che si chiama Dalvik VM.

Logo di Android 1.6

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Paradiso artificiale

Un video che definisco mozzafiato in cui il livello di design è elevatissimo. Davvero da vedere.

ARTIFICIAL PARADISE, Inc from Jp Frenay on Vimeo.

Artificial Paradise, Inc is an experimental film anticipating a future where a major corporation has developed an unique software, based on organic virtual reality, which holds all the lost memories of humankind. A user connects to this database of the forgotten…what is he searching for?

Ubuntu: esistenza collaborativa

Ubuntu è collaborazione. Io sono ciò che sono perché tu sei ciò che sei. Un sistema che esiste nello spirito della collaborazione e dell’intesa fra esseri umani di tutte le parti del mondo. Il vero significato di Ubuntu sta tutto dentro questo video girato interamente in Africa, da cui proviene il concetto e la parola Ubuntu.

Solo dopo aver visto questo video ho compreso cosa significhi realmente Ubuntu e come quest’idea possa concretizzarsi e cambiare radicalmente il modo di vivere nella società dell’informazione nel prossimo futuro o già nel presente.

Se vedi qualcuno più bravo di te chiedigli di unirsi al tuo progetto e rendi quest’ultimo migliore

Usplash dovrebbe essere soppiantato da Plymouth

A quanto pare la velocità del sistema e i tempi di avvio dei fututri OS saranno il terreno di battaglia della prossima guerra tra produttori. Microsoft ha più volte dichiarato di puntare proprio ai tempi di boot per il futuro e il magnate sudafricano fondatore di Ubuntu pare voler ascoltare gli echi provenienti da casa Red Hat.

Potrebbe configurarsi uno scenario in cui Ubuntu “prenda in prestito” il nuovo boot loader/manager Plymouth, che, al posto dell’attuale usplash, sfrutta il driver della scheda video al posto del server X, consentendo tempi d’avvio notevolmente superiori. Plymouth utilizza il Kernel-based Mode-Settings (KMS).

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Intercettare i dati scritti sulla tastiera

I dati scritti sulle nostre tastiere, da una semplice frase ad un codice PIN bancario o una password, possono essere facilmente intercettati tramite una rudimentale antenna fatta da un cavo coassiale di un metro.


Compromising Electromagnetic Emanations of Keyboards Experiment 1/2 from Martin Vuagnoux on Vimeo.

Qualsiasi cosa venga digitata può quindi essere vista facilmente da qualcuno che sia posizionato nelle vicinanze del nostro PC. Che sia una tastiera PS/2 o USB non fa differenza. Il segnale che essa produce può essere intercettato, ricomposto e decodificato per riavere poi il testo digitato originariamente. Il video sopra spiega in maniera semplice ed efficace quello che i ricercatori Security and Cryptography Laboratory del Politecnico di Losanna sono riusciti a realizzare. Viviamo sempre più in un mondo di spioni. :(

Via Punto Informatico.

La decima dimensione

Noi siamo stati abituati a vedere il mondo intero in tre dimensioni e a studiare, per mezzo della geometria, anche la prima e la seconda (rette e piani). Se tracciassimo nello spazio delle linee di congiunzione tra due possibilità distanziate nel tempo arriveremmo alla quarta dimensione. Basta semplicemente pensare ad una linea che ci congiunga allo stesso giorno, minuto e secondo di 10 anni fa. Semplice no? Funziona anche con un minuto o un’ora fa. Pensate all’istante prima di accendere il computer e collegarvi ad Internet e leggere questo articolo; ecco, adesso avete congiunto due punti nello spazio tempo, siete nella quarta dimensione.

Per continuare fino alla decima bisogna congiungere le dimensioni dello spazio-tempo con le possibilità e con la loro evoluzione e unificare il tutto con la teoria della Fisica Quantistica. La possibilità e l’osservazione delle condizioni modificano le scelte e gli eventi e li rendono indeterminati. Unificando questi concetti con quelli di dimensione si perviene all’allargamento delle nostre dimensioni arrivando fino alla decima che congiunge tutte le possibili linee temporali dateci da diversi big bang verso diverse fini degli universi che potremmo vedere come paralleli o “accartocciati”.
Il video che segue mostra in dettaglio quello che ho appena scritto. Purtroppo è in inglese e non so se ve ne sia una versione sottotitolata in italiano. Fatemi sapere cosa ne pensate.
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Il nostro viaggio è appena iniziato

Vi propongo un video che ci fa vedere dall’esterno com’è formato il nostro sistema solare. Io vi consiglio di non perderlo per nulla al mondo. Capirete meglio quanto siamo piccoli e quanta strada abbiamo ancora da fare prima di arrivare fuori dal nostro sistema solare.

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