Google contro Wikipedia: nasce Knol

Sembra strano a dirsi ma la lotta tra Wikimedia e Google si fa sempre più combattuta e acerrima. Adesso Google ha intenzione di mettersi sullo stesso campo di Wikimedia, come viceversa quest’ultima nei confronti di Big G, creando un gestore di contenuti per il web che ha il sapore di Wikipedia.
Io penso che in ogni caso la concorrenza giovi al mercato e allo sviluppo di nuove idee e che senza di essa nulla si muoverebbe, quindi ben venga questo nuovo progetto di Google per la gestione libera di informazioni, che bisogna precisare non è del tutto identica a Wikipedia e introduce dei termini di confronto.

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Prosumer

Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei Media, con Internet, alla fine del secolo scorso. Ogni cosa collegata ai vecchi media svanisce:
Gutemberg, diritti d’autore, radio, televisione, pubblicità. Il vecchio mondo reagisce: più restrizioni ai diritti d’autore, nuove leggi contro
le copie non autorizzate. Napster, la società di musica “peer to peer”, viene incriminata. Allo stesso tempo nascono le radio gratuite su Internet;
TIVO, la televisione Internet permette di evitare la pubblicità; Il Wall Street Journal va su in Rete; Google lancia Google News.

Ogni giorno milioni di persone leggono Ohmynews, il più grande quotidiano online scritto da migliaia di giornalisti. Flickr diviene il maggior
archivio di fotografie della storia. You Tube per i filmati. Il potere delle masse. Emerge una nuova figura: il ” prosumer”, produttore e consumatore
di informazioni. I canali di notizie diventano disponibili su Internet. I Blog diventano più influenti dei vecchi media. I giornali sono distribuiti gratuitamente.

Wikipedia è la più completa enciclopedia mai esistita. Nel 2007 il rotocalco Life chiude. Il New York Times vende la propria televisione e dichiara che
il futuro sarà digitale. La BBC lo segue. Nelle maggiori città del mondo le persone sono collegate gratuitamente. Agli angoli delle strade totem stampano
pagine tratte da blogs e da rotocalchi digitali. Milioni di persone si stanno ora abituando ai tanti mondi virtuali di Internet. Le persone possono
avere molteplici identità on line.

Second Life lancia l’avatar vocale. I Vecchi Media danno battaglia. Una tassa è aggiunta a ogni schermo; i periodici, le radio e le TV sono finanziati dallo Stato;
scaricare illegalmente dal Web è punito con anni di carcere. Intorno al 2011 è raggiunto il punto di non ritorno: gli investimenti pubblicitari sono fatti sulla Rete.
I giornali elettronici sono un prodotto di massa: chiunque può leggere qualunque cosa su carta di plastica. Nel 2015 i giornali e le televisioni spariscono,
il digitale terrestre è abbandonato, la radio va su Internet. L’arena dei media è sempre meno popolata. Soltanto il Tyrannosaurus Rex sopravvive…

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